domenica 26 maggio 2013

Il manifesto del torneo Nolano

Qui di seguito, un brano rimato, scritto da Alessandro Coccia, che ricostruisce, in maniera brillante ed ironica, l'intero andamento del Torneo:








Il torneo di calcetto della sezione
è già alla sua seconda edizione.
E’ durato un anno intero
che sia finito non mi sembra vero.
Di cose da raccontare comunque ce ne sono tante
e mi appresto a farlo con animo zelante.
E’ vero, forse un articolo sul sito
sarebbe stato più seguito.
Magari non sarei passato per diverso
ma a Di Gioia di certo avrei fatto il verso.
E allora mi son detto:
perché non fare un bel sonetto?
Ho raccolto le esperienze di questa manifestazione
e condite di qualche chicca le ho messe nel pentolone.
Ne è venuto fuori un quadro assai ricco e schietto
nel quale ogni team ha ricevuto il suo versetto.
Gli arbitri di Nola così si son improvvisati calciatori
formando squadre diverse per territori
lo prevedeva espressamente il regolamento
eppure qualcuno è andato dove meglio tirava il vento.
Cominciamo con Marigliano, che di partecipare non vedeva l’ora
ma tempo un mese e si è rivelata una meteora.
Le frecce al loro arco erano tante dopotutto
tuttavia è costato caro lo scotto del debutto.
Poi c’è la squadra di Saviano, con diversi nomi nuovi in lista
ma anche lontana parente di quella un tempo finalista.
Si presentava come un gruppo inedito che puntava su Pierro e le sue folate
e invece si è ritrovato con Pablo Lemos e le sue ormai famose scivolate.
Chiamati a far gli onori di casa, erano i componenti di Nola
un mix di gente assai matura e di ragazzi che vanno ancora a scuola.
L’esperimento ha funzionato forse solo in parte
vero è che Russo in squadra è come avere Napoleone Bonaparte.
Piena di entuasiamo è la compagine di Acerra,
son signori col fischietto ma in campo a tutti fan la Guerra (Gianluca),
giocano spensierati e sempre aiutano il compagno,
insomma si son fatti onore questi ragazzi di Guadagno.
Balzandosi e ruspanti, i pomiglianesi cominciano subito di gran carriera,
per il loro gioco ricordano da lontano una torpediniera,
avevano in mente di stupire e a tutti creare grane,
ci riescono e anche se non vincono si meriterebbero almeno delle brasiliane.
Sono apolidi, son meticci: sto parlando dei sommesi
si ispirano all’Inter ma si conoscono da mesi,
fanno della grinta il loro cavallo di battaglia
se non fai attenzione ti sfilano pure la maglia.
Si fanno chiamare Lions, perché vogliono far male
ma sprecano i ruggiti per un fallo laterale.
Eppure di poco sfiorano la vittoria del campionato,
se la porta via solo un finale a dir poco tormentato.
Ecco la squadra da battere, i detentori del titolo
quest’anno Cicciano vuole scrivere un nuovo capitolo.
Studiano a tavolino ogni sfida, giocano a memoria
ma sanno bene che ogni partita ha una sua personale storia.
Didendersi e ripartire, in sostanza questo il loro modus operandi
lo dice Emilio e tutti in coro rispondono “Comandi”.
Al mattino, inzuppano razioni di sportività nel latte e nel caffè
non si vendono mica per un rigore che non c’è.
Sano agonismo e voglia di vincere si miscelano al fairplay,
per chi non li conosce c’è sempre la finale da rivedere al replay.
Li sfidano ma al contempo li temono, si propongono come loro nemesi
arrivano tutti da Casalnuovo se non dalla stessa diocesi.
La maglia è per loro un simbolo, una fede
fa parte del club solo chi davvero ci crede.
Si conoscono da tempo, ne hanno fatti insieme di tornei
quest’anno si son convinti, vogliono fare incetta di trofei.
La partecipazione non è certo stata una decisione improvvisa
eppure che sofferenza per vederli finalmente in divisa
Sono in 6 ma tra sostituzioni e rotazioni è sempre un gran marasma.
non si curano che a porta, gira e rigira, capita comunque un cataplasma.
Con loro, l’elenco dei partecipanti ora è al completo
il quadrato costruito sull’ipotenusa è la somma di quello su ogni cateto.
Lo so questa rima stavolta non c’entra proprio niente
se non per ringraziare dell’impegno Emilio e il Presidente.
Questo torneo con stasera volge alla sua naturale conclusione
non sarà stato perfetto ma comunque abbiamo fatto un figurone.
Vi congedo e vi lascio con una convinzione sola
Amici miei, andiamo fieri della sezione di Nola!