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Piero Giacomelli: tra spensieratezza e convinzione

Trovare un punto d'incontro tra la lontana Trieste e la nostra Nola? La nostra associazione può. Ieri sera, l'ennesima conferma del suo grande potere aggregativo e formativo, è stata la visita sezionale di Piero Giacomelli, arbitro CAN A della Sezione di Trieste, e ospite della sezione bruniana secondo il programma di visite annuale stilato in occasione dell'ultima Riunione dei Presidenti tenutasi a Milano Marittima. Dicevamo, un punto d'incontro: un triestino che, in pochi attimi e con semplici e brillanti battute, è riuscito a coinvolgere i tantissimi presenti alla riunione, fa parte di una forma mentis propria dell'Associazione Italiana Arbitri, che ha trovato un anello di congiunzione nell'incontro di ieri. Perfette spalle dello spensierato ospite, Carmine Russo, il nostro arbitro CAN A, ed il Presidente Severino Vitale, che ha aperto la serata permettendo a tanti ragazzi di farsi immortalare in una foto ricordo con i due arbitri della massima serie. Poi il discorso di apertura: "Siamo stati molto fortunati a ricevere come ospite un altro arbitro della CAN A, un evento straordinario per una sezione - ha sottolineato Vitale - Siamo certi che momenti come questi siano fondamentali per la crescita dei ragazzi, possibilità impensabile alcuni anni fa e che, ad oggi, rappresenta una certezza per tutti noi. Questo grazie al Presidente Marcello Nicchi, che ha voluto fortemente mettere a disposizione i ragazzi del nazionale, anche per dare un messaggio di speranza a tutti quei giovani che sognano, un giorno, di arrivare a calcare quei campi". La parola, poi, è andata a Carmine Russo, che ha tessuto le lodi del nostro ospite: "Piero, oltre ad essere un arbitro di ottime prospettive, è un ragazzo di un'umiltà incredibile. Passiamo molto tempo insieme durante i raduni e, conoscendolo, sono certo che vi lascerà un ricordo indelebile dopo questa riunione". Arrivato il momento, Giacomelli ha immediatamente stemperato il clima e rotto i classici schemi dell'oratore ed il suo pubblico: "Non sono venuto fin qui per mostrarvi degli errori - ha esordito - ma mi farebbe piacere dare un messaggio positivo. Se ce l'ho fatta io, vi assicuro, tutti potete avere delle chance". Dischiuso il guscio dell'iniziale imbarazzo, spazio poi ad alcuni consigli utilissimi: "Molti di voi pensano, e lo so per certo, che arrivare in età avanzata in alcune categoria, precluda le proprie possibilità. Vi sbagliate: ve lo dice uno che è arrivato in serie D a 27 anni e che oggi può parlare davanti a questa platea. Non fate ragionamenti di questo tipo, ma fissate degli obiettivi. Paletti raggiungibili, non cose impossibili: solo step dopo step vi accorgerete di non avere nulla da invidiare agli altri". Ed ancora, spazio a dei simpatici aneddoti: "Il mio esordio in serie A è stato qualcosa di devastante. Ero a lavoro e mi arriva il messaggio del designatore, poi la telefonata del segretario. Davanti a me, un cliente assolutamente ignaro di tutto. Sono scappato via dalla gioia, e lui li che non capiva. Il giorno della gara, tutti i miei amici e la mia famiglia erano sugli spalti e, durante un calcio d'angolo, girando la testa, li vidi con striscioni e cori da stadio, tutti per me. Per giorni ho ricevuto sms, migliaia di messaggi. E' un'emozione che auguro a tutti voi di poter vivere almeno una volta nella vita". Alcune battute poi sull'aspetto tecnico: "Io mi prefiggo degli obiettivi tecnici partita dopo partita. Innanzitutto li appunto sul cellulare, me li ripeto prima della gara. Ad esempio, sono uno che non entra mai in area di rigore? Bene, mi prefiggo che in quella gara ci entrerò tre volte nel primo tempo, e tre nel secondo. Oppure, mi dicono che quando ammonisco devo risultare più sicuro e tendere maggiormente il braccio? Prima dell'ammonizione mi ripeto che devo andare li deciso. Ognuno conosce i propri limiti e può, così facendo, cercare di limarli". Infine un messaggio rivolto ai più giovani: "Per raggiungere degli obiettivi, bisogna saper rischiare. Bisogna saper sacrificare qualcosa della propria vita. Il lavoro, la fidanzata, gli affetti: se si cerca sempre di far combaciare tutto, si rischia di perdere le opportunità che ci passano davanti. Ma vi assicuro che ogni attimo sacrificato, è ben ripagato da quello che l'associazione riesce a dare". Per salutare il nostro ospite, il Presidente Vitale ha prima consegnato una targa, poi un simbolico regalo rappresentato da un orologio ed infine ha organizzato una cena, con 40 ragazzi ad abbracciare, virtualmente e fisicamente, la graditissima sorpresa della serata: Piero Giacomelli.

N.B. Le foto della serata si possono visualizzare sulla pagina Facebook: Sezione AIA di Nola

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